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Cos’è una ricevuta non fiscale

Una ricevuta non fiscale è un documento che attesta l’avvenuto pagamento di una somma di denaro senza costituire un documento fiscale come la fattura o lo scontrino. Non comporta l’applicazione dell’IVA e viene usata da chi incassa somme non collegate a un’attività commerciale soggetta a partita IVA: associazioni, enti del Terzo Settore, professionisti per prestazioni occasionali e privati.

Chi usa le ricevute non fiscali

  • Associazioni ed enti del Terzo Settore (ETS), per documentare quote associative, tesseramenti e donazioni ricevute nell’ambito dell’attività istituzionale;
  • Professionisti e privati, per attestare compensi da prestazioni occasionali non soggette a IVA;
  • Comitati, parrocchie, pro loco e realtà no profit che incassano contributi senza avere una partita IVA.

Cosa deve contenere

  • i dati di chi emette (denominazione o nome, codice fiscale, sede);
  • i dati di chi effettua il pagamento;
  • l’importo incassato;
  • la causale (es. “quota associativa annuale” o “erogazione liberale”);
  • data e numero progressivo;
  • la firma di chi rilascia la ricevuta.

Ricevuta non fiscale e marca da bollo

Se la somma incassata supera 77,47 € e l’operazione non è soggetta a IVA, sulla ricevuta va di norma applicata una marca da bollo da 2 €. Nei casi particolari (ad esempio alcuni enti che godono di esenzioni) conviene verificare con il proprio commercialista.

Serve la partita IVA per emettere una ricevuta?

No. Per l’attività istituzionale di un’associazione, o per una prestazione occasionale, è possibile rilasciare una ricevuta non fiscale senza partita IVA. Partita IVA e fattura entrano in gioco quando l’attività diventa commerciale e abituale.

Come emetterle senza perdere tempo

Compilare le ricevute a mano o con un file Word funziona finché sono poche. Ma quando quote e donazioni si moltiplicano, ricopiare ogni volta dati e numerazioni diventa lento e soggetto a errori.

Un software dedicato come Ricevuta Facile genera ricevute non fiscali numerate in automatico, in PDF, pronte da stampare o inviare via email, con un archivio sempre consultabile. Se ti serve un punto di partenza puoi scaricare un modello di ricevuta gratuito.

Domande frequenti

Serve la partita IVA per emettere una ricevuta non fiscale?

No: per l’attività istituzionale di un’associazione o per una prestazione occasionale puoi rilasciare una ricevuta non fiscale senza partita IVA.

Va messa la marca da bollo?

Sì, oltre una certa soglia di importo. Verifica soglia e importo aggiornati stabiliti dalla normativa.

Che differenza c’è con la fattura?

La fattura richiede partita IVA e segue gli obblighi IVA; la ricevuta non fiscale documenta un incasso senza quei requisiti, nei casi consentiti.

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere di un commercialista.

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